Il bosco Cà Vendalis

Un bosco che racconta la nostra scelta

Oltre le vigne ordinate e i filari che seguono le curve morbide dei Colli Euganei, tra le pieghe più silenziose e nascoste della nostra terra, si estende un piccolo tesoro: quasi un ettaro di bosco di castagni. Non lo abbiamo toccato, non lo abbiamo sfruttato. Lo abbiamo scelto. Abbiamo deciso di lasciarlo crescere libero, di rispettarne il ritmo, le forme, le regole.
Perché per noi custodire la natura significa prima di tutto fare spazio alla vita.

In un mondo che tende a occupare ogni centimetro di suolo per produrre, costruire, guadagnare, noi abbiamo scelto il contrario: non fare nulla. Lasciare che il bosco si esprima da sé, che segua il suo ciclo, che sia rifugio, nutrimento, protezione.
È un luogo che non si vede a colpo d’occhio. Parla di biodiversità, di insetti impollinatori che svolazzano tra i rami, di uccelli che trovano riparo tra le fronde, di piccoli mammiferi che si muovono al riparo dell’ombra, di un suolo vivo, fertile, che si rigenera in silenzio.

Il nostro bosco non è solo verde. È memoria, equilibrio, visione. È parte integrante del paesaggio che ci circonda e della nostra identità agricola.
Abbiamo deciso di non intervenire perché crediamo che fare agricoltura oggi significhi non solo coltivare, ma prendersi cura. Non solo produrre, ma preservare. Coltiviamo vigne, ulivi, e sogni. Ma sappiamo che la ricchezza più profonda spesso si trova proprio in ciò che non si tocca.

In un tempo in cui tutto corre, consuma, si misura in risultati immediati, noi abbiamo scelto di rallentare. Di ascoltare la terra. Di imparare da lei.
Abbiamo scelto di lasciare spazio. Anche a un bosco. Anche a ciò che non porta un guadagno immediato, ma che genera valore nel tempo. Per chi camminerà su questa terra domani.
Perché la terra, prima di essere nostra, è di tutti. E soprattutto, è futuro.
 

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